Aree tematiche

  1. Concetti, forme e settori dell’economia sociale e solidale (ESS) e del cooperativismo

Il mondo dell’ESS si caratterizza per un’ampia gamma di pratiche: gruppi solidali informali e volontari, reti di scambio, monete alternative, cooperative, reti di cooperative sociali, fabbriche recuperate ed imprese, imprese sociali che lavorano in differenti settori economici come il cibo, l’educazione, il commercio, le nuove tecnologie, la finanza alternative, la comunicazione, il turismo,  etc.

Un management orizzontale, la distribuzione dei ruoli, le relazioni di lavoro, la gestione dei conflitti, la sostenibilità sociale ed economica, il fare rete, le strategie di marketing, l’impatto sociale e i processi decisionali sono alcune delle sfide che vorremmo discutere. E ovviamente ci poniamo alcune domande: cos’è l’economia sociale? Cos’è l’economia solidale? Cos’è l’economia cooperativa? l’impreditoria sociale? La sharing economy?

  1. Consumo responsabile, produzione e cambiamenti climatici

Il sistema neo-liberista globalizzato cerca di massimizzare i profitti degli azionisti a scapito delle risorse umane e del pianeta, provocando cambiamenti climatici e gravi danni sociali. La visione generale dell’economia solidale si basa sulla sostenibilità ed implica la ri-localizzazione della produzione e del consumo (cibo, energie rinnovabili, beni, servizi, cultura…), come specificato nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 12 (SDG 12). L’economia solidale, con la propria modalità di intervento, ricostruisce la solidarietà a tutti i livelli; rafforza il potere dei cittadini di creare e organizzare alternative nella direzione della sovranità alimentare; riconnette le aree urbane e rurali e contribuisce significativamente alla lotta ai cambiamenti climatici (SDG 13).

  1. Pratiche di Economia Sociale e Solidale (ESS) per l’ inclusione sociale, con un focus sui rifugiati

Gestione della crisi o politiche di empowerment per gruppi sociali che sperimentano l’esclusione? Può l’ESS incidere  sulla programmazione e realizzazione di politiche sociali, orientandole verso la solidarietà? Quale impatto ha avuto la crisi sul “lavoro sociale” e che cosa comporta un modello di mutuo aiuto? Esempi significativi di iniziative di solidarietà sociale verso i rifugiati…

  1. Innovazione sociale: ricerca, tecnologia, educazione e strumenti per l’Economia Sociale e Solidale (ESS)

Una parte fondamentale dell’innovazione sociale generata dall’economia solidale è la sua valenza pedagogica. L’ESS è educativa nel modo in cui i movimenti insegnano ed imparano attraverso le pratiche e, più importante, il ruolo che l’educazione ha in un movimento che ha un impatto trasformativo a diversi livelli: personale, sociale e politico.

Questa sessione vuole indagare come l’innovazione sociale, la produzione e la condivisione delle conoscenze sono praticate nell’ESS: in che modo le assemblee agiscono come metodo educativo?  Come nuovi metodi pedagogici incorporano la democrazia come principio educativo? Qual è il ruolo della tecnologia per raccogliere e riprodurre le innovazioni sociali esistenti e come la conoscenza che deriva dall’esperienza sul campo può essere sistematizzata e divulgata? Che tipo di ricerca e quali istituzioni educative richiede una pratica che si basa sulla solidarietà e il bene comune nel pubblico, nel privato e nel terzo settore?

  1. Beni comuni: approcci e pratiche sui beni comuni digitali, urbani e culturali

I movimenti per la difesa, il recupero e lo sviluppo dei beni comuni (commons) consiste in un numero crescente di pratiche di mutualità e di proposte di modelli sociali ed economici che vanno oltre lo stato e/o la bipolarità del mercato. Questa area tematica intende facilitare lo scambio di esperienze e autogestione dei beni comuni da parte delle stesse comunità in diversi campi – dalle risorse naturali (acqua, terra, cibo, energia, etc.) ai beni comuni digitali; dagli spazi urbani alla produzione delle conoscenze. Inoltre, si vorrebbe arricchire  la discussione già avviata intorno alla costruzione del quadro istituzionale e giuridico  per la legittimazione del concetto di “bene comune”, in una prospettiva di trasformazioni sociali radicali.

  1. Le politiche pubbliche (locali, nazionali ed europee) che promuovono l’Economia Sociale e Solidale (ESS): da chi, per chi e perché.

Recentemente, una serie di leggi quadro sono state promulgate in diversi paesi europei (e non solo in Europa) con l’obiettivo di riconoscere l’Economia Sociale e Solidale (ESS); per regolare una serie di questioni relative ai diversi enti che appartengono al mondo dell’ESS; per definire le modalità con cui lo Stato e I sui differenti livelli (centrale, regionale, locale) interagisce con l’ESS.

Fino a che punto queste nuove politiche pubbliche rafforzano o riducono il potere trasformativo dell’ESS? Ci sono le condizioni necessarie per la creazione di uno spazio pubblico tra lo Stato e l’ESS? Ci sono esempi di governi locali che abbiano scelto una direzione radicale? In che modo le comunità locali sono coinvolte nella programmazione e realizzazione delle politiche che riguardano la vita quotidiana?

  1. Spazio aperto/ Zona libera